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dc.contributor.authorSanna, Alessandra 
dc.date.accessioned2024-02-09T18:06:39Z
dc.date.available2024-02-09T18:06:39Z
dc.date.issued2018
dc.identifier.isbn978-84-9012-886-2
dc.identifier.urihttps://hdl.handle.net/10481/88920
dc.description.abstractGrazia Deledda, come molti altri scrittori del suo tempo, collaborò assiduamente con diverse riviste nelle quali pubblicava romanzi, prevalentemente a puntate, o più spesso novelle. Una delle collaborazioni più durature (1902-1936, anno della scomparsa della scrittrice) fu quella con il quotidiano milanese Corriere della Sera. Dopo uno spoglio accurato del giornale negli anni in cui vi scrisse Deledda, si sono individuate alcune novelle mai più ripubblicate, escluse, per qualche ragione, dalle posteriori raccolte. In questo articolo si descrivono le caratteristiche principali di uno di questi testi e si ipotizzano le cause della mancata inclusione nelle numerose sillogi che raccolgono il corpus novellistico della scrittrice sarda.Parole chiave: Deledda, novelle, testi inedities_ES
dc.language.isoitaes_ES
dc.publisherUniversidad de Salamancaes_ES
dc.rightsAttribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internacional*
dc.rights.urihttp://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/*
dc.titleGrazia Deledda inedita: casualità o censura?es_ES
dc.typebook partes_ES
dc.rights.accessRightsopen accesses_ES
dc.type.hasVersionVoRes_ES


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