Teoria musicale e prassi esecutiva nei trattati di danza del Quattrocento: una nuova lettura
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Nocilli, CeciliaEditorial
Università di Bologna
Materia
Music and dance treatises Dance tenor Domenico da Piacenza
Fecha
2025-12Referencia bibliográfica
Nocilli, C. (2025). Teoria musicale e prassi esecutiva nei trattati di danza del Quattrocento: una nuova lettura. Danza E Ricerca. Laboratorio Di Studi, Scritture, Visioni, 17(18), 11–34. https://doi.org/10.60923/issn.2036-1599/23608
Resumen
At the Este court in Ferrara, Domenico da Piacenza (ca. 1410–ca. 1477) appears as the founder of the fifteenth-century dance treatise tradition. A close analysis of De arte saltandi et choreas ducendi / De la arte di ballare et danzare (ca. 1454) reveals how the author interpreted, transformed, and applied the contemporary mensural system to the misure or tempi of dance (bassadanza, quaternaria, saltarello, piva), closely integrating it with bodily movement. From this perspective, the mensural sign and musical proportion are not abstract or indecipherable elements proposed by a theorist detached from mensural practice, but essential tools for understanding a renewed relationship between music and dance—conceived as the interaction between mensural sign and choreic proportion, as Domenico da Piacenza repeatedly emphasizes in the treatise. Supporting this interpretation, the analysis focuses on the balli Iupiter and La fia Guielmina, studied and collated from their respective sources, in order to verify in detail the practical application of the theoretical principles outlined in the treatise. Presso la corte estense di Ferrara, Domenico da Piacenza (ca. 1410–ca. 1477) si afferma come capostipite della trattatistica coreica del Quattrocento. Un’analisi approfondita del De arte saltandi et choreas ducendi / De la arte di ballare et danzare (ca. 1454) mostra come il piacentino abbia interpretato, trasformato e applicato il sistema mensurale coevo alle misure o tempi della danza (bassadanza, quaternaria, saltarello, piva), in stretta relazione con il movimento del corpo. In questa prospettiva, il segno mensurale e la proporzione musicale non vengono considerati elementi astratti o indecifrabili, proposti da un trattatista estraneo al mensuralismo, bensì concetti fondamentali per comprendere una nuova relazione tra musica e danza, intesa piuttosto come rapporto tra segno mensurale e proporzione coreica, come Domenico da Piacenza sottolinea ripetutamente nel suo trattato. A sostegno di tale lettura, l’analisi prende in esame i balli Iupiter e La fia Guielmina attraverso lo studio e la collazione delle rispettive fonti, al fine di verificare in modo puntuale l’effettiva applicazione dei principi teorici formulati nel trattato.





