El agente encubierto: instrumento de investigación y medio probatorio en la lucha contra la delincuencia organizada
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Sánchez González, SusanaEditorial
Universidad de Granada
Departamento
Universidad de Granada. Programa de Doctorado en Ciencias JurídicasFecha
2025Fecha lectura
2024-03-22Referencia bibliográfica
Sánchez González, Susana. El agente encubierto: instrumento de investigación y medio probatorio en la lucha contra la delincuencia organizada. Granada: Universidad de Granada, 2024. [https://hdl.handle.net/10481/108757]
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Tesis Univ. Granada.Resumen
La delincuencia organizada ha puesto en crisis al proceso penal y supone un gran
reto desde la perspectiva de la investigación penal debido a que se trata de una
fenomenología delictiva en continua transformación, transnacional, opaca, jerarquizada,
vengativa y violenta. Los ilícitos cometidos en su seno son difíciles de investigar y sus
procesos penales son complejos. Por ello, en este trabajo analizamos uno de los
instrumentos o herramientas más eficientes y eficaces para combatir y castigar la
delincuencia organizada: el agente encubierto.
El agente encubierto es un funcionario de la Policía Judicial autorizado por el Juez
de Instrucción competente o el Ministerio Fiscal dando cuenta inmediata al Juez para
actuar bajo identidad supuesta pudiendo adquirir y transportar los objetos, efectos e
instrumentos del delito y diferir la incautación de los mismos en investigaciones que
afecten a actividades propias de la delincuencia organizada. En esta tesis doctoral,
diferenciamos las operaciones encubiertas de las actividades de infiltración policial,
delimitamos esta figura respecto a otras afines como los confidentes o arrepentidos, los
testigos anónimos, los agentes del centro nacional de inteligencia, los whistleblowers o
informantes o la entrega vigilada. Se describe y delimita la figura del agente encubierto
desde sus dos principales perfiles, roles o vertientes en el proceso penal: en primer lugar,
como instrumento de investigación o diligencia de investigación penal en la instrucción
y en segundo lugar como medio probatorio en el juicio oral o plenario.
En el estudio del primero de sus roles o vertientes exponemos cuáles son sus
características, explicamos que debe ser autorizado por el Juez de Instrucción o Fiscal,
las personas que pueden protagonizar dicha actividad, que se les otorga una identidad
falsa o ficticia y que tienen un plan de la operación encubierta, que necesitan contar con
una autorización judicial o fiscal obligatoria, expresa y motivada y que deben transmitir
la información que vayan recabando al Juez o Fiscal que les autorizó como agente
encubierto. Delimitamos su ámbito de actuación que es la delincuencia organizada y
dentro de la misma concretamos que solamente pueden investigar los delitos previstos en
la lista cerrada que encontramos en el apartado cuatro del art. 282 BIS de la LECrim. En
esta primera parte también nos centramos en las medidas y recursos para proteger al
agente encubierto durante el proceso, fijamos los límites de actuación con los que cuenta
el agente encubierto como instrumento o diligencia de investigación que son la
provocación del delito y el respeto a los principios del proceso penal así como a los derechos y garantías de los investigados y analizamos cómo afecta su actuación y los
limita.
En el estudio del segundo de sus roles o vertientes explicamos que las actas
aportadas por los agentes encubiertos así como sus testimonios constituyen medios
probatorios y tratamos de definir ante qué tipo de medio probatorio nos encontramos, si
se trata de una prueba documental, una prueba testifical o una prueba pericial o policial
de inteligencia. También, analizamos la valoración de esta prueba y el peso probatorio
que la doctrina y la jurisprudencia le han dado. En esta segunda parte del trabajo también
nos centramos en los límites de la prueba testifical del agente encubierto que son el
respeto a los principios del proceso penal así como los derechos y garantías de los ya
acusados que puede afectar y limitar dada la doble protección que pueden mantener los
agentes encubiertos en el juicio oral: la propia de ser un testigo protegido en España es
decir, la que dimana de la aplicación de la LOPTP y además, la posibilidad de mantener
su identidad supuesta, art. 282 BIS apartado dos de la LECrim. Posteriormente,
sistematizamos la responsabilidad tanto penal, disciplinaria como civil en que podrían
incurrir los agentes encubiertos.
En los siguientes capítulos analizamos el nuevo tipo de agente encubierto que se
incluyó en la LECrim en el 2015, el agente encubierto informático o virtual, describimos
y criticamos la regulación actual de la actuación internacional de los agentes encubiertos
y por último nos centramos en examinar la regulación que ha dado el ordenamiento
jurídico italiano a esta figura con el fin de tratar de obtener respuestas o soluciones a las
lagunas jurídicas que existen en el ordenamiento jurídico español en cuanto a esta figura.
Finalmente, concluimos con unas propuestas de lege ferenda acompañadas de las ideas
más importantes que extraemos tras las investigaciones realizadas. La criminalità organizzata ha messo in crisi il processo penale e rappresenta una
grande sfida dal punto di vista dell'investigazione penale, perché è una fenomenologia
criminale in costante evoluzione, transnazionale, opaca, gerarchica, vendicativa e
violenta. I reati commessi al suo interno sono difficili da indagare e i suoi procedimenti
penali sono complessi. Per questo, in questo lavoro analizziamo uno degli strumenti più
efficienti ed efficaci per combattere e punire la criminalità organizzata: l'agente sotto
copertura.
L'agente sotto copertura è un funzionario di Polizia Giudiziaria che viene
autorizzato dal Giudice Istruttore competente o dal Pubblico Ministero, dandone
immediata comunicazione al Giudice, ad agire sotto falsa identità, potendo acquisire e
trasportare oggetti, effetti e strumenti di reato e differirne il sequestro in indagini che
riguardano attività di criminalità organizzata. In questa tesi di dottorato si distingue tra le
operazioni sotto copertura dalle attività di infiltrazione della polizia, delimitando questa
figura rispetto ad altre correlate come i confidenti o i pentiti, i testimoni anonimi, gli
agenti del centro di intelligence nazionale, gli ``whistleblowers´´ oppure informatori o le
consegne controllate. Si descrive e delimita la figura dell'agente sotto copertura sotto i
suoi due principali profili, ruoli o aspetti nel processo penale: in primo luogo, come
strumento di indagine o diligenza investigativa penale nelle indagini e, in secondo luogo,
come mezzo di prova nel giudizio dibattimentale.
Nello studio del primo dei suoi ruoli o aspetti, ne spieghiamo le caratteristiche,
spieghiamo che devono essere autorizzate dal Giudice Istruttore o dal Pubblico Ministero,
le persone che possono svolgere questa attività, che sono dotate di un'identità falsa o
fittizia e che hanno un piano per l'operazione sotto copertura, che devono avere
un'autorizzazione giudiziaria o del Pubblico Ministero obbligatoria, espressa e motivata
e che devono trasmettere le informazioni raccolte al Giudice o al Pubblico Ministero che
le ha autorizzate come agente sotto copertura. Delimitiamo il suo campo d'azione, che è
la criminalità organizzata, e all'interno di esso specifichiamo che può indagare solo sui
reati inclusi nella lista chiusa che si trova nel quarto paragrafo dell'articolo 282 BIS. In
questa prima parte ci concentriamo anche sulle misure e sulle risorse per proteggere
l'agente sotto copertura durante il processo. Fissiamo i sui limiti all'azione dell'agente
sotto copertura come strumento di indagine o diligenza investigativa penale che sono la
provocazione del reato e il rispetto dei principi della procedura penale, nonché dei diritti e delle garanzie degli indagati, e analizziamo come le sue azioni li influenzano e li
limitano.
Nello studio del secondo dei suoi ruoli o aspetti, spieghiamo che le registrazioni
fornite dagli agenti sotto copertura e le loro testimonianze costituiscono prove e
cerchiamo di definire il tipo di prova con cui abbiamo a che fare, se si tratta di prove
documentali, prove testimoniali o prove di esperti o di intelligence della polizia. Abbiamo
anche analizzato la valutazione di queste prove e il peso probatorio che la dottrina e la
giurisprudenza le hanno attribuito. In questa seconda parte ci soffermiamo anche sui limiti
della prova testimoniale dell'agente sotto copertura, che sono rispetare dei principi del
processo penale nonché dei diritti e delle garanzie del perseguito che possono essere
limitati e sfumati data la doppia protezione che gli agenti sotto copertura possono avere
nel processo orale: quella di essere un testimone protetto in Spagna e anche la possibilità
di mantenere la loro identità fittizia, art. 282 BIS paragrafo due della LECrim. Segue una
sistematizzazione della responsabilità penale, disciplinare e civile in cui possono
incorrere gli agenti sotto copertura.
Nei capitoli successivi analizziamo il nuovo tipo di agente sotto copertura inserito
nel LECrim nel 2015, l'agente sotto copertura informatico o virtuale, descriviamo e
critichiamo l'attuale regolamentazione dell'azione internazionale degli agenti sotto
copertura e infine, ci concentreremo sull'esame della regolamentazione che l'ordinamento
giuridico italiano ha dato a questa figura per cercare di trovare risposte o soluzioni alle
lacune giuridiche che esistono nell'ordinamento giuridico spagnolo riguardo a questa
figura. Per finere, concludiamo con alcune proposte di lege ferenda accompagnate dalle
idee più importanti che abbiamo fatto dopo la nostra ricerca.





