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<title>HUM274 - Comunicaciones Congresos, Conferencias, ...</title>
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<dc:date>2026-04-04T01:57:53Z</dc:date>
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<item rdf:about="https://hdl.handle.net/10481/91455">
<title>La temporalità dei riusi dei megaliti nel Sud-Est della penisola iberica durante l’età del bronzo e le loro implicazioni sociali</title>
<link>https://hdl.handle.net/10481/91455</link>
<description>La temporalità dei riusi dei megaliti nel Sud-Est della penisola iberica durante l’età del bronzo e le loro implicazioni sociali
Dorado Alejos, Alberto; Rodríguez Rellán, Carlos; Spanedda, Liliana; Cabrero González, Carolina; Molina González, Fernando; Cámara Serrano, Juan Antonio
Il riutilizzo di tumuli funerari del IV e III millennio a.C. per nuove deposizioni durante il resto dello sviluppo della Preistoria Recente e anche in periodi successivi è un fenomeno che è stato evidenziato in diverse aree d'Europa, compresa l'Andalusia, sia per i materiali recuperati in alcune tombe che corrispondono a questi periodi di riutilizzo, sia per la proliferazione di datazioni, soprattutto su resti scheletrici umani, che hanno fornito date a partire dal II millennio a.C.. L'ottenimento di 22 nuove datazioni su resti scheletrici umani provenienti da necropoli del sud-est della penisola iberica, sia nella provincia di Almería (tra cui Los Millares) sia in quella di Granada (soprattutto nella zona del Río de Gor) e il loro confronto con le date già disponibili associate al secondo millennio nei megaliti della zona ci permette di discutere due aspetti importanti in relazione a questi processi di riutilizzo. Innanzitutto, il fatto che tali processi, che sono già stati definiti frequenti, erano più ricorrenti di quanto di solito si ipotizzi, dal momento che molti dei megaliti che hanno fornito datazioni del II millennio a.C. non offrono elementi materiali di corredi funerari corrispondenti a quel millennio. Inoltre, mentre il riutilizzo di tombe megalitiche, e persino la creazione di tombe a tumulo ex novo, durante l’età del bronzo finale (1350/1300-850/800 a.C.), con cremazioni e inumazioni, era attestato fin dagli studi della fine del XIX secolo, possiamo ora affermare che durante l’età del bronzo recente (1550/1500-1350/1300 a.C.) questi riutilizzi furono particolarmente intensi. Questo non solo ci permette di contestualizzare la datazione già nota di Qurénima, ma anche di mettere in relazione questo aumento del riutilizzo delle tombe megalitiche con la cessazione delle sepolture sotto le abitazioni tipiche dei contesti argarici (tra il 2050 e il 1550/1550 a.C.). La fine delle pratiche di sepoltura nelle abitazioni significò, da un lato, la fine di un processo di continuo ammortizzamento della ricchezza per giustificare (e mantenere) la posizione sociale. Dall'altro, incoraggiò l'attaccamento ideologico ai presunti "antenati" presenti nelle tombe megalitiche e, in queste nuove pratiche, la deposizione di oggetti nei corredi funerari, per un certo periodo, cessò di essere rilevante. Quando nel bronzo finale si incontreranno di nuovo oggetti, questi (soprattutto gli ornamenti in metallo prezioso) hanno rivelato che queste pratiche di sepoltura rituale (e, come innovazione, la cremazione) erano ormai riservate all'élite.
Proyecto "Producción artesanal y división del trabajo en el Calcolítico del Sudeste de la Península Ibérica: un análisis a partir del registro arqueológico de Los Millares (PARTESI)" financiado por la Agencia Estatal de Investigación del Ministerio de Ciencia e Innovación.&#13;
Proyecto "Imagen e Ideología en la Prehistoria Reciente de Granada (IMIDEGRA)” financiado por la Consejería de Universidad, Investigación e Innovación de la Junta de Andalucía en el marco del Programa Operativo FEDER de Andalucía 2014-2020. Segunda convocatoria 2020.
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<item rdf:about="https://hdl.handle.net/10481/91449">
<title>La cronologia della necropoli di Los Millares: concordanza o discordanza rispetto all’occupazione dell’insediamento?</title>
<link>https://hdl.handle.net/10481/91449</link>
<description>La cronologia della necropoli di Los Millares: concordanza o discordanza rispetto all’occupazione dell’insediamento?
Cámara Serrano, Juan Antonio; Rodríguez Rellán, Carlos; Spanedda, Liliana; Alcaraz Hernández, Francisco Miguel; Dorado Alejos, Alberto; Fernández Ruiz, Marcos; Gámiz Caro, Jesús; Haro Navarro, Martín; Molina González, Fernando
Il sito di Los Millares (Santa Fe de Mondújar, Almería) è il più noto sito eneolitico del sud-est della penisola iberica. È costituito da un insediamento fortificato (con 4 linee di muraglia concentriche), da una necropoli adiacente e da una serie di 13 fortini sulle colline circostanti. A questi elementi si aggiungono una serie di piccoli insediamenti nelle immediate vicinanze e numerosi allineamenti megalitici che, come i fortini, definiscono il territorio circostante l'insediamento, dalle colline che segnano le gole che scendono verso il fiume Andarax. Sebbene dall'inizio del XXI secolo sia stata presentata una serie radiocarbonica che definisce l'uso del complesso tra il 3200 e il 2200 a.C. circa, non sono mancate posizioni che hanno tentato di dissociare i tre elementi principali: insediamento, necropoli e fortini. In realtà, è stato recentemente ipotizzato (sulla base di un'unica datazione della tomba 74) che la necropoli esistesse prima dell'insediamento e che i suoi abitanti avessero scelto il sito per la presenza di un’area sacra. L'acquisizione di nuove datazioni per ciascuno dei tre principali elementi costitutivi del sito, sia da campioni di scavo del XIX o della metà del XX secolo (nel caso della necropoli), sia da contesti stratigrafici ben definiti provenienti dagli scavi della fine del XX secolo o dai lavori di conservazione e valorizzazione effettuati negli ultimi anni in alcune tombe, ci ha fornito un corpus di date sufficientemente significativo (e in crescita) per poter confrontare queste proposte. Il trattamento combinato delle datazioni attualmente disponibili sia per l'intero sito (96) sia per ciascuna delle aree (26 per l'insediamento, 53 per la necropoli, di cui 15 per la tomba 74, e 17 per i fortini) rivela l'improbabilità di questa ipotesi e lo sviluppo congiunto del sistema insediamento/necropoli (a partire da circa 3200 a.C.) con la successiva aggiunta dei fortini (prima del 2550 a.C. secondo la datazione della seconda fase dei fortini).
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<item rdf:about="https://hdl.handle.net/10481/72555">
<title>La valutazione di un paesaggio eneolitico nel sud-est di Iberia: Los Millares tra determinismo ambientale e accumulazione diseguale</title>
<link>https://hdl.handle.net/10481/72555</link>
<description>La valutazione di un paesaggio eneolitico nel sud-est di Iberia: Los Millares tra determinismo ambientale e accumulazione diseguale
Cámara Serrano, Juan Antonio; Molina González, Fernando; Spanedda, Liliana; Nájera Colino, María Trinidad
Se presenta en este trabajo una valoración de la relación entre los modelos planteados para explicar el cambio social en el Sudeste y las características específicas del paisaje actual que los investigadores se encontraron e interpretaron.
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<item rdf:about="https://hdl.handle.net/10481/72554">
<title>Paesaggi condivisi, accessibili ed esperienze di ricerca archeologica in Sardegna</title>
<link>https://hdl.handle.net/10481/72554</link>
<description>Paesaggi condivisi, accessibili ed esperienze di ricerca archeologica in Sardegna
Porcedda, Federico; Cogoni, Mattia; Scano, Micaela; Cicilloni, Riccardo; Cámara Serrano, Juan Antonio; Spanedda, Liliana
Se presentan en este trabajo las diferentes estrategias que se están usando para difundir y explotar públicamente los recursos culturales del municipio de Serri, sobre todo los de índole arqueológica. En el programa emprendido destaca por un lado la colaboración entre diversas instituciones, entre ellas las universidades de Cagliari y Granada, el municipio de Serri y la Soprintendenza, y por otro lado, el éxito medido en el incremento de visitantes de lugares como el santuario de Santa Vittoria.
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<item rdf:about="https://hdl.handle.net/10481/70863">
<title>Pianificazione e specializzazione negli insediamenti della preistoria recente nel sud-est della penisola Iberica (3300-1350 cal a.C.)</title>
<link>https://hdl.handle.net/10481/70863</link>
<description>Pianificazione e specializzazione negli insediamenti della preistoria recente nel sud-est della penisola Iberica (3300-1350 cal a.C.)
Spanedda, Liliana; Cámara  Serrano, Juan Antonio; Molina González, Fernando; Nájera Colino, María Trinidad; Dorado Alejos, Alberto
Almeno dal cosiddetto neolitico recente (circa 4000 cal a.C.) nel sud-est della&#13;
penisola iberica inizia un processo di differenziazione tra gli insediamenti che&#13;
accompagna un importante e progressivo processo di diversificazione sociale legato&#13;
a dinamiche di accumulazione differenziale della ricchezza e al bisogno di&#13;
riprodurre la situazione controllando la forza lavoro. Dall’eneolitico (3300 a.C.)&#13;
alcuni insediamenti, in particolare Los Millares (Santa Fe de Mondújar, Almeria),&#13;
ci permettono osservare al loro interno i processi di segregazione spaziale con&#13;
differenti linee di muraglie, aree specializzate e laboratori metallurgici, nonché&#13;
prove del consumo differenziale di prodotti agropastorali e accesso a prodotti&#13;
esotici e di prestigio. Queste differenze si estendono al rituale funerario e si esprimono&#13;
anche nell’enfasi sul controllo territoriale attraverso la dispersione di megaliti&#13;
e fortini. Tra l’età del bronzo antico e recente (2150-1350 a.C.), con lo sviluppo&#13;
della cultura del Argar, non solo l’enfasi sul controllo territoriale viene&#13;
estesa, con la dispersione di insediamenti arroccati, ma quella segregazione spaziale&#13;
è più evidente non solo nei centri politici come La Bastida (Totana, Murcia)&#13;
ma anche nei piccoli villaggi. Infatti, anche nei piccoli nuclei, come mostra l’analisi&#13;
del Castellón Alto (Galera, Granada), si sviluppa un complesso agglomerato&#13;
urbano con case con più ambienti destinati a diverse attività, infrastrutture stradali&#13;
e di approvvigionamento idrico e aree separate per l’élite, specialmente nelle&#13;
zone più alte (acropoli). L’usanza di seppellire i defunti sotto le case facilita anche&#13;
l’identificazione del livello sociale degli abitanti di ciascuna area all’interno dello&#13;
stesso sito. Le relazioni tra le élite ci aiutano a valutare che questo processo di&#13;
urbanizzazione è comunque destinato a convertire solo alcuni siti in centri ideologici&#13;
e politici (città) in cui le principali élites riproducono il sistema di classe. Lo&#13;
stesso discorso si può fare per i principali insediamenti eneolitici.; At least from the so-called Late Neolithic (around 4000 BC) a process of differentiation&#13;
between the settlements begins in Iberian South-east. Changes in settlement&#13;
pattern were accompanied by an important and progressive increase in social diversification&#13;
linked to dynamics of differential accumulation of wealth and control of&#13;
labour force. From the Chalcolithic (3300 BC) some settlements, in particular Los&#13;
Millares (Santa Fe de Mondújar, Almeria), allow us to observe within them the&#13;
processes of spatial segregation with different lines of walls, specialized areas and&#13;
metallurgical workshops, as well as evidence on differential consumption of farming&#13;
products and exotic and prestigious items. These differences extend to the funeral&#13;
ritual and are also expressed in the emphasis on territorial control through the dispersion&#13;
of megaliths and hill-forts. Between the Early and Late Bronze Age (2150-&#13;
1350 BC), with the development of the Argar culture, not only the emphasis on&#13;
territorial control is extended, with the dispersion of well defended settlements&#13;
placed on high positions, and spatial segregation is more evident not only in political&#13;
centers such as La Bastida (Totana, Murcia) but also in small villages. In fact, even&#13;
in small villages, as shown by the analysis of the Castellón Alto (Galera, Granada),&#13;
a complex urban agglomeration develops with houses with more rooms for different&#13;
activities, street and water supplies infrastructures and separate areas for the elite,&#13;
especially in the highest areas (acropolis). The custom of burying the dead under the&#13;
houses also facilitates the identification of the social level of the inhabitants of each&#13;
area inside the settlements. Links between the elites help us to assess that this process&#13;
of urbanization is anyway related to keep only some sites as the ideological and&#13;
political centers (cities) where main elites reproduce the class system, as can be said&#13;
also by main Chalcolithic settlements.; Al menos desde el denominado Neolítico Tardío (alrededor de 4000 cal AC) en el sudeste de&#13;
Península Ibérica comienza un proceso de diferenciación entre los asentamientos que acompaña un importante y progresivo proceso de jerarquización social relacionado con dinámica de acumulación diferencial de riqueza y la necesidad de reproducir la situación controlando la fuerza de trabajo. Desde el Eneolítico (3300 cal A.C.) algunos asentamientos, en particular Los Millares (Santa Fe de Mondújar, Almería), nos permiten observar dentro de ellos los procesos de segregación espacial con diferentes líneas de murallas, áreas especializadas y talleres metalúrgicos, así como evidencias de consumo diferencial de productos agropecuarios y acceso restringido a productos exóticos y de prestigio. Estas diferencias se extienden al ritual funerario y se expresan también en el énfasis en el control territorial a través de la dispersión de megalitos y fortines. Durante el Bronce Antiguo y Tardío (2150-1350 cal AC), con el desarrollo de la Cultura de El Argar, no sólo se extiende el énfasis en el control territorial, con la dispersión de asentamientos encastillados, sino que esa segregación espacial interna es más evidente tanto en centros políticos como La Bastida (Totana, Murcia) como también en pequeños poblados. De hecho, incluso en núcleos menores, como muestra el análisis del Castellón Alto (Galera, Granada), se desarrolla una compleja aglomeración urbana con viviendas con múltiples estancias destinadas a diferentes actividades, infraestructuras viarias y de suministro de agua y áreas separadas para la élite, especialmente en las áreas más altas (acrópolis). La costumbre de enterrar a los muertos debajo de las casas también facilita la identificación del nivel social de los habitantes de cada zona dentro del mismo yacimiento. Las relaciones entre las élites nos ayudan a evaluar el hecho de que en este proceso sólo determinados yacimientos se convierten en los centros políticos (ciudades) e ideológicos de las élites centrales, donde mejor se expresa y reproduce el sistema de clases, como ya sucedía durante el Calcolítico.
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