@misc{10481/110180, year = {2020}, url = {https://hdl.handle.net/10481/110180}, abstract = {Alla fine del 1943, Francesco Flora compose una serie di scritti antifascisti, con l’obiettivo di denunciare il servilismo politico della maggior parte degli intellettuali italiani i quali sostenevano le posizioni mussoliniane imperniate sulla pretesa italianità della cultura fascista. Le parole, dure e al contempo conciliatrici, di Flora, raccolte l’anno successivo nel volume Ritratto di un ventennio, auspicavano il rinnovamento della cultura italiana di matrice e di vocazione inequivocabilmente europeiste e contribuirono ad accendere il polemico dibattito che in Italia animò la seconda metà del Novecento sull’esistenza o l’inesistenza di unacultura autenticamente fascista. / At the end of 1943, Francesco Flora wrote and then read on Radio Napoli, a series of anti-fascist articles with the purpose of denouncing the political vassalage of the great majority of Italian intellectuals that endorsed the Mussolini campaigns for the Italian Ethos of the fascist culture. The harsh and yet conciliatory words of Flora gathered in the volume “Ritratto di un ventennio” the following year, exhort the renewal of Italian culture from its European roots and vocation thus contributing to the controversial debate of the second half of the twentieth century about the existence or not of a genuinely facist culture.}, publisher = {Unione Stampa Periodica Italiana}, title = {Ritratto di un ventennio di Francesco Flora. In difesa della cultura italiana}, author = {Peña Sánchez, Victoriano}, }